COSA FARE PER...
Come ricorrere alla Commissione Europea dei diritti dell’Uomo?
Qui di seguito un modello di ricorso, predisposto per una delle ipotesi più
ricorrenti in Italia: la eccessiva durata dei processi civili.
Il ricorso va redatto in lingua italiana, su carta semplice e sottoscritto dalla parte personalmente o dal suo avvocato italiano. La procura va apposta in calce al ricorso o su foglio a parte. Il ricorso va spedito in plico raccomandato alla Commissione per il tramite del Segretario Generale del Consiglio d’Europa – 67006 Strasbourg-Cedex (F) Non occorre eleggere domicilio a Strasburgo. La Commissione, ricevuto il ricorso, risponde direttamente al domicilio italiano, ove invia un questionario da riempire seguendo le istruzioni. E’ sempre la Commissione che provvede alla notifica presso il Governo Italiano e che trasmette al ricorrente le repliche di quest’ultimo. La partecipazione all’udienza di discussione davanti alla Commissione non è obbligatoria.
Il ricorso contro l’eccessiva durata del processo può proporsi anche in pendenza del processo medesimo, non oltre il termine perentorio di sei mesi dall’ultima decisione.
RICORSO
Per il sig.____________ , nato a ___________ il ____________ , cittadino italiano, professione ______________ , domiciliato in ___________via _____________________ , (Italia), telefono _____________, presso lo studio dell’avvocato ____________________ del Foro di ______________ (Italia) che lo rappresenta e difende giusta procura in calce al presente ricorso
CONTRO
lo Stato Italiano
OGGETTO : violazione dell’art.6 par.1 della convenzione Europea dei diritti dell’Uomo (ratificata con legge italiana 4.8.55 n.848)
ESPOSIZIONE DEI FATTI
Con atto di citazione notificato il __________ il sig._________________ conveniva in giudizio avanti il Tribunale di ___________ il signor _________________ per sentir dichiarare e per ottenere la condanna del convenuto a ______________________________. Il convenuto si costituiva in giudizio in data _____________ contestando la fondatezza della domanda attrice e chiedendo ________________________
Il processo di primo grado
è durato complessivamente dal ____________ (data dell’atto di citazione) al
_____________ (data del deposito della sentenza)
oppure
è tuttora in corso - ed ha subito numerosi rinvii per un totale di n.__ udienze, come risulta dalla fotocopia dei verbali che si allega dattiloscritta in lingua italiana.
L’intervallo medio tra un’udienza istruttoria e l’altra è di stato di mesi ______ e giorni ______, laddove l’art. 81 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile prescrive che tale intervallo non possa essere superiore ai 15 giorni.
L’intervallo tra l’udienza di precisazione delle conclusioni (data) e l’udienza di discussione (data) è pari a n. ___ mesi, durante i quali non è stata compiuta alcuna attività.
Le udienze dedicate all’interrogatorio dei testimoni sono state n.___ .
L’attore per proprie esigenze difensive ha chiesto per ___ volte il rinvio dell’udienza.
Il convenuto per ____ volte ha ottenuto dal Giudice Istruttore il rinvio dell’udienza nonostante l’opposizione dell’attore.
I rinvii chiesti consensualmente dalle parti sono stati n. ____
Il consulente tecnico nominato dal Giudice ha impiegato n.___ mesi per depositare la sua relazione scritta, laddove il termine originariamente fissatogli dal Giudice era stato di n. ___ giorni.
Il Giudice non ha potuto (a norma dell’art. 175 del codice di procedura
civile italiano) esercitare tutti i poteri di cui è dotato, intesi al più
leale e sollecito svolgimento del processo, in quanto l’enorme contenzioso che
grava sul suo ufficio e la carenza di adeguati mezzi e strutture non gli ha
consentito di condurre il processo nel rispetto del "termine
ragionevole".
In particolare il processo è rimasto in fermo n. ____ mesi, nell’attesa della
sostituzione dell’originario giudice istruttore, trasferito ad altro ufficio.
Complessivamente vi sono stati n. ____ rinvii d’ufficio e tutto ciò ha comportato il ritardo di ulteriori mesi _____.
L’oggetto della causa non era complesso né in fatto, né in diritto, (oppure non sussiste alcuna ragionevole proporzione fra la particolare complessità della controversia e l’abnorme durata del processo).
In particolare, ove fosse stato rispettato l’intervallo di 15 giorni tra le varie udienze, il tempo strettamente necessario per la trattazione della causa, si sarebbe ridotto a _______ mesi.
(RIPETERE LA DESCRIZIONE CON LE MEDESIME MODALITA’ SE C’E’ STATO PROCESSO DI APPELLO).
VIOLAZIONI
Il ricorrente ritiene che il processo civile sopra illustrato e celebratosi davanti ai giudici nazionali, quanto alla sua durata non sia conforme al dettato dell’art. 6 par.1 della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo che dispone testualmente "ogni persona ha diritto ad un’equa e pubblica udienza entro un termine ragionevole davanti a un Tribunale ...... al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri di carattere civile".
Come ha ricordato in numerose pronunce la Corte Europea dei diritti dell’uomo "ratificando la Convenzione, l’Italia si è obbligata ad organizzare il suo sistema in modo da poter assolvere le condizioni dell’art.6 par. 1, segnatamente quanto al temine ragionevole" della durata del processo civile.
Poiché la responsabilità principale dei ritardi verificatisi nel processo descritto è dovuta alla impossibilità oggettiva del Giudice di applicare sia la Convenzione Europea , sia il codice di procedura civile, per l’enorme mole di contenzioso, siffatta responsabililtà grava esclusivamente sullo Stato Italiano, poiché le disfunzioni nell’apparato giudiziario costituiscono un fenomeno generalizzato su tutto il territorio nazionale e che dura ormai da molti anni.
Per quanto sopra evidenziato il ricorrente chiede a Codesta Commissione Europea di riconoscere la violazione dell’art.6 par.1 compiuta dallo Stato Italiano nella vicenda esposta nel presente ricorso.
PRESCRIZIONI ART. 26 CONVENZIONE
Contestandosi la durata della procedura non è necessario attendere la decisione interna definitiva.
Per quanto attiene l’esaurimento delle vie di ricorso interno è notorio ormai alla Commissione Europea che non sussiste in Italia alcun rimedio contro l’eccessiva durata della procedura davanti ai giudici nazionali.
OGGETTO DEL RICORSO
- accertamento della violazione dell’art.6 par.1 della convenzione europea dei diritti dell’uomo.
- sollecita conclusione della procedura davanti ai Giudici Italiani.
- risarcimento dei danni patrimoniali e morali subiti nella misura che verrà quantificata in prosieguo.
ALTRE ISTANZE INTERNAZIONALI:
Il ricorrente dichiara di non aver sottoposto il caso ad altri organismi internazionali.
ELENCO DEI DOCUMENTI ALLEGATI:
(NON IN BOLLO)
1) atto di citazione notificato il ______
2) comparsa di costituzione del ______
3) verbali di udienza dal al con allegata trascrizione dattiloscritta in lingua
italiana.
4) sentenza di I grado del _____
5) atto di appello notificato il _____
6) comparsa di risposta del _____
7) verbali di udienza dal al con allegata trascrizione dattiloscritta in lingua
italiana
8) sentenza di appello del ______
LINGUA PREFERITA: Si preferisce ricevere la decisione della Commissione in lingua inglese (oppure francese):
Dichiaro in fede e con lealtà che i dati che figurano nel presente ricorso sono esatti e mi impegno a rispettare il carattere riservato della procedura davanti alla Commissione.
Desidero (Non desidero) conservare l’anonimato verso il pubblico.
Bari, (data)
(firma dell’avvocato)
Delego a rappresentarmi e difendermi nella presente procedura ed occorrendo davanti alla Corte europea dei diritti dell’Uomo l’avvocato conferendo allo stesso i più ampi poteri ed leggendo domicilio presso il suo studio in _____ via ________________________ (Italia)
(Firma della parte)
E’ autentica la sottoscrizione
(Firma dell’avvocato)