NOTIZIE
DALL’EUROPA
La
realtà europea perméa sempre più estesamente la nostra vita sociale e
professionale. Nel prossimo millennio l’avvocatura italiana sarà totalmente
immersa nella nuova dimensione europea. Occorre, quindi, prepararsi alle nuove
esigenze. Questo spazio è dedicato all’Europa.
Qui
di seguito una stimolante conferma di come le regole europee possano codizionare
i comportamenti delle autorità nazionali.
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Corte di
Giustizia: Sentenza C-265/95, Commissione c. Francia,
L'insufficienza dei provvedimenti presi dalle autorità
francesi a fronte degli atti di violenza degli agricoltori è condannato dalla
Corte di giustizia: “Omettendo di adottare tutti gli idonei provvedimenti per
garantire sul proprio territorio la libera circolazione dei prodotti agricoli
originari di altri Stati membri, la Repubblica francese ha violato il principio
fondamentale della libera circolazione delle merci nonché il dovere di
cooperazione imposto agli Stati membri dal Trattato CE”.
La Corte rileva
che i fatti all'origine del ricorso, non contestati dal governo francese, hanno
manifestamente creato ostacoli alla libera circolazione dei prodotti agricoli
originari di altri Stati membri, considerato che incidenti gravi, quali
l'intercettazione di camion, la distruzione dei loro carichi, le violenze ai
conducenti, le minacce rivolte ai commercianti all'ingrosso e al dettaglio ed il
degrado delle merci messe in esposizione, si sono verificati anno dopo anno - e
da oltre dieci anni - senza che i provvedimenti adottati dal governo francese
siano stati sufficienti ad impedire tali incidenti e ad dissuadere in modo
efficace gli autori delle violazioni dal commettere e reiterare tali atti. I
fatti verificatisi sono inoltre tali da generare un clima di insicurezza che
produce un effetto dissuasivo sul complesso dei flussi di scambio.
Non è stato
peraltro nemmeno contestato che le forze dell'ordine non fossero presenti o non
siano intervenute, nonostante il fatto che, da un lato, gli atti di violenza
sono stati spesso commessi durante gli stessi periodi dell'anno ed in luoghi ben
precisi e che, dall'altro, le autorità francesi in taluni casi erano state
avvertite delle imminenti manifestazioni degli agricoltori.
Infatti, con
riguardo ai numerosi atti di vandalismo commessi durante il periodo
intercorrente dall'aprile all'agosto 1993, le autorità francesi non sono state
in grado di indicare altro che un unico caso di procedimento penale, mentre i
manifestanti erano identificabili o persino conosciuti alle autorità.
La Corte ricorda
che la libera circolazione delle merci costituisce una delle libertà
fondamentali sancite dal Trattato CE. Ciò implica, tra l'altro, l'eliminazione
di qualsiasi ostacolo alle importazioni nell'ambito del commercio tra gli Stati
membri.
Ciò premesso, le
disposizioni del Trattato relative alla libera circolazione delle merci ed al
dovere degli Stati membri di cooperare nell'esecuzione degli obblighi derivanti
dal Trattato impongono loro non solo di non porre in essere atti idonei ad
ostacolare il commercio intracomunitario, bensì anche di adottare tutti i
provvedimenti necessari ed adeguati per impedire sul proprio territorio che
singoli compiano azioni che possano incidere sul detto commercio.
Se è pur vero che
compete unicamente agli Stati membri determinare i provvedimenti di ordine
pubblico più idonei per garantire la libera circolazione delle merci, spetta
tuttavia alla Corte, quando essa sia adita al riguardo, verificare l'adeguatezza
di tali provvedimenti.
Quanto agli
argomenti del governo francese secondo cui un'intervento più deciso delle forze
dell'ordine avrebbe rischiato di provocare negli agricoltori francesi reazioni
violente ancor più gravi, la Corte sottolinea che il timore di difficoltà
interne non legittima uno Stato membro ad astenersi dalla corretta applicazione
del diritto comunitario.
La Corte respinge
d'altro canto, l'argomento fondato sul contesto socioeconomico molto difficile
del mercato francese dei prodotti ortofrutticoli, sottolineando che nel settore
della politica agricola comune solo la Comunità ha il potere di adottare i
provvedimenti necessari a fronte di difficoltà di tal genere.
Infine, la
circostanza che la Repubblica francese si sia accollata i danni causati alle
vittime non fa venir meno l'inadempimento dello Stato membro.
La Corte, condividendo
il parere dell'avvocato generale C.O. Lenz espresso all'udienza del 9 luglio
1997, ha quindi concluso affermando che il governo francese ha omesso, in modo
manifesto e persistente, di adottare i provvedimenti sufficienti ed adeguati
per far cessare gli atti di vandalismo che, sul proprio territorio, hanno compromesso
la libera circolazione di taluni prodotti agricoli originari di altri Stati
membri e per impedire la reiterazione di tali atti.