![]() |
CIVILE Giurisprudenza Pugliese |
![]() |
29-C
Trib. Bari, Sez. Lav., Sent. 24.9.1997 n. 2984, pres. Pasculli, rel. Saracino, Barberio c. Regione Puglia
Giurisdizione e Competenza - Decreto ingiuntivo non opposto - Successive richieste accessorie - giurisdizione dell’A.G.O. - incontestabilità
Il decreto ingiuntivo contiene un’implicita affermazione della giurisdizione del giudice ordinario e, pertanto, ove acquisti autorità di giudicato, per effetto della mancata opposizione, rende incontestabile la giurisdizione del predetto giudice sulla domanda rivolta a far valere componenti per rivalutazione monetaria ed interessi.
33-C
Tr. Bari, Sez. IV civ., Sent. N. 4690 del 5.12.97, pres. Nanna, est. Castellaneta, Curatela Fall. OCRI c. Barion srl
Revocatoria fallimentare – somme versate allo spedizioniere doganale per provvedere lo sdoganamento delle merci – revocabilità – non sussiste
Lo spedizioniere doganale assume nei confronti dei suoi clienti il compito di provvedere al pagamento dei diritti doganali e al tal fine riceve da costoro le somme necessarie in veste di adiectus solutionis causa. Sicché, nel caso di fallimento della ditta importatrice, i pagamenti effettuati allo spedizioniere nell’ambito del rapporto di spedizione doganale non sono revocabili, in quanto destinati all’adempimento di un debito che la fallita aveva direttamente nei confronti dell’amministrazione finanziaria.
34-C
Tr.Bari, Sez. II civ., Sent. 10.11.97 n.4159 pres.Cea, est. Salvatore, Quaranta c. Banco di Napoli
Opposizione all'esecuzione – disconoscimento della sottoscrizione di titoli cambiari - autenticità della firma del debitore - prova rigorosa – necessità
In presenza di un formale disconoscimento della sottoscrizione apposta sui titoli azionati, è necessaria la prova rigorosa della autenticità della firma del debitore. Pertanto è insufficiente un giudizio di verosimiglianza della sottoscrizione non supportato da ulteriori elementi probatori.
35-C
Tr. Bari, I Sez. Civ., Sent. 28.10.97 N. 4153, Pres.Ragni, Est. Guida, Co.Ner. c. Ministero delle Finanze
Tassa di concessione governativa sulle società - illegittimità per contrasto con l'art.10 direttiva CEE n 335 del 17/07/69
La tassa di concessione governativa per l'iscrizione al registro delle società è illegittima per contrasto con la direttiva comunitaria n. 335, la quale vieta l’imposizione di tributi annuali in ragione della semplice iscrizione, consentendo unicamente diritti di carattere remunerativo, purché proporzionali al costo del servizio concretamente reso.
36-C
TR. BARI I SEZ. CIV., ORD. 13/01/98, GU RANA
clausola di interessi "uso su piazza" – nullità – sussistenza – omessa contestazione degli estratti conto - irrilevanza
E’ illegittima la clausola di interessi "uso su piazza" in contrasto con la c.d. disciplina sulla trasparenza, anche se pattuita prima della sua entrata in vigore e quantunque gli estratti conto periodici non siano stati impugnati.
37-C
Tribunale Di Bari, Sez. I civ., Sent. 21/10/97 N 4119, Est. Rana, Pres. Ragni, Di Gesu' F. +1 c. Caripuglia
Opposizione a decreto ingiuntivo - clausola di interessi ultralegali – nullità – non sussiste – omessa contestazione degli estratti conto - rilevanza
E’ legittima la clausola di interessi ultralegali priva della indicazione in cifre del tasso di interesse concordato, quando lo stesso può determinarsi "per relationem", mediante il riferimento a criteri prestabiliti, obiettivamente valutabili, richiamati dalle parti.
La mancata contestazione degli estratti conto periodici legittima a ritenere che il concreto ammontare degli interessi computati dalla banca sia avvenuto conformemente ai criteri dettati in via preventiva con la clausola pattuita.
38-C
Trib. Bari – Sez. Feriale, Ord. 9-9-96 N. 94, Pres. Lofoco, Est. Rana, Consorzio Noci Domani C.
Arbitrato – incertezza sul carattere rituale o irrituale della clausola -
Se gli elementi testuali e logici non consentono di stabilire con certezza il carattere rituale o irrituale della clausola, deve farsi ricorso al consolidato criterio sussidiario secondo il quale, nel dubbio, l’arbitrato va considerato irrituale.
In presenza di una clausola di arbitrato irrituale, deve ritenersi inammissibile il ricorso alla tutela giurisdizionale, ivi compresa quella cautelare.
39-C
Trib. Bari – Sez. I, Ord. Ex Art. 186-Quater 3.3.98, G.I. Noviello, Macario c. Min. Finanze
Le sentenze della Corte di Giustizia delle Comunità Europee trovano immediata e generale applicazione anche nel diritto interno.
Va, pertanto, accolta la richiesta di condanna anticipatoria ex art. 186-quater c.p.c. dell’Amministrazione delle Finanze dello Stato al rimborso della "tassa di rinnovo" di iscrizione delle società, imposta dalla legislazione italiana e dichiarata illegittima dalla Corte di Giustizia C.E. con sentenza n. 71 del 20.4.93.
40-C
Pret. Bari –
Ord. 14 ottobre 1997, Giud. Di Lalla - Farinon c/ Romanazzi e SIMA
Provvedimento cautelare – riconsegna casa familiare – modalità di attuazione
L’ordinanza cautelare di riconsegna al coniuge superstite dell’immobile già adibito a casa coniugale comprende l’obbligo di restituzione di tutti gli arredi e gli oggetti ivi esistenti anteriormente alla illegittima estromissione.
41-C
Pret. Bari – Ord. 17 giugno 1997, Giud. Di Lalla - Farinon c/ Romanazzi e SIMA
Ricorso ex art. 700 c.p.c. – esistenza di azione possessoria – ammissibilità
Il ricorso cautelare ex art 700 c.p.c. per la riconsegna al coniuge superstite dell’appartamento già adibito a casa coniugale (in virtù di rapporto contrattuale fra un terzo ed il coniuge premorto) è ammissibile nonostante l’esistenza del rimedio tipico dell’azione possessoria, in quanto l’azione di reintegra è limitata alla tutela della situazione di fatto e non è alternativa all’azione contrattuale.
42-C
Trib. Bari –
Sent. 9 febbraio 1998, Pres. Cea, est. Racanelli - Cossu c/ B.C.P.
Procura alle liti
– conferimento con lettera – nullità
Nel caso in cui con la procura ad litem sia stato conferito al procuratore il potere di sostituire a sé altri difensori, tale potere abilita al rilascio di procura speciale, purché essa sia conferita nelle forme tassativamente previste dall’art. 83 c.p.c. Agisce senza mandato l’avvocato cui il procuratore direttamente nominato dalla parte abbia conferito lo ius postulandi con una lettera.
43-C
Trib. Bari –
Sent. 1 ottobre 1997, Giud. Di Paola - Resta e altro c/ Mastrocristino
Quietanza – impugnazione – limiti
la quietanza contenuta in atto pubblico di compravendita costituisce confessione stragiudiziale e pertanto, ai sensi dell’art.2732, può essere impugnata solo per errore di fatto o per violenza
44-C
Pret. Bari –
Ord. 6 marzo 1997, Giud. Ruffino - Montecassino c/ Ind. p. Rosa
Prova testimoniale – testimone – individuazione con la
sola qualifica – inammissiblità
Prova testimoniale – capitoli – riferimento generico ai fatti-
inammissibilità
Non può ammettersi la prova testimoniale ove la persona da interrogare sia indicata non già con il proprio nome, ma con il mero riferimento alla qualifica ricoperta nell’ambito aziendale
Né può ammettersi la prova testimoniale ove i fatti oggetto di prova non siano formulati per articoli separati e specifici, ma con generico riferimento alle circostanze indicate nell’atto atto introduttivo
45-C
Pret. Bari, sez. dist.
Putignano – Ord. 13 gennaio 1998, Giud. Pappalardo - Pantaleo c/ Modugno
Ricorso ex 700 c.p.c.- disapplicazione atti commissario ad acta- inammissibilità
E’ inammissibile il ricorso proposto al giudice ordinario ex art.700 c.p.c. per ottenere, sia pure indirettamente, la disapplicazione di provvedimenti del giudice amministrativo posti in esecuzione dal commissario ad acta, in quanto lo strumento dell’azione cautelare atipica non può utilizzarsi quale rimedio per il pregiudizio derivante dall’esecuzione di provvedimento giurisdizionale.
46-C
G. d. P. Rutigliano
– Sent. 17.2.98 n. 41 - Comune Rutigliano c/ Di Turi
Incarico professionale – Convenzione – necessità
– non sussiste – condizioni
Incarico professionale – annullamento della delibera di conferimento
– successiva all’esecuzione dell’opera - irrilevanza
Ove la deliberazione di incarico professionale contenga già tutte le indispensabili determinazioni in ordine alle prestazioni da svolgersi e al compenso dovuto, ai fini del perfezionamento del rapporto non è necessaria la sottoscrizione di una separata convenzione.
Nella ipotesi in cui
l’annullamento della deliberazione di conferimento di incarico professionale
intervenga successivamente al suo espletamento, illegittimo è il rifiuto
del compenso da parte dell’Ente.
47-C
Trib. Bari, sez. 1
Civ – Sent. 3.7.98 n. 3055, pres. Ragni, est. Cirillo - C.C. c/ C.G.
Divorzio- mancata consumazione del matrimonio- prova indiziaria- ammissibilità
A fini della cessazione degli effetti civili del matrimonio, la mancata consumazione del matrimonio configura una anomalia, una difficoltà del rapporto coniugale, tale da costituire indice presuntivo dell’assenza di "affectio coniugale".
La prova della mancata consumazione, quasi sempre complessa, può essere data anche con elementi indiziari, logici e circostanziali, tenendo in debito conto che il legislatore ha fatto propria la nozione biologica, medico-legale di consumazione.
48-C
Trib. Bari, sez. 1
Civ. – sent. 1/7/97 – Pres. Ragni, Est. Noviello – Bitetto
c/ De Filippo
Separazione personale – accordo di separazione consensuale –
revoca del consenso - inammissibilità
Divorzio- istanza di divorzio congiunto- revoca del consenso- inammissibilità
Sono parimenti irrevocabili sia il consenso alla separazione espresso e verbalizzato in sede di comparizione dei coniugi dinanzi al presidente del Tribunale, sia quello manifestato in altra sede,
Sicché, il coniuge che abbia formulato una istanza congiunta di divorzio non può revocare il consenso già prestato, salvo che esso risulti viziato da errore, dolo o violenza.
49-C
Trib. Bari, sez. 1
Civ. – sent. 2/12/97 – Pres. Ragni, Est. Pasculli – Martinelli
c/ Abbrescia
Separazione personale – accordo di separazione consensuale –
revoca del consenso - inammissibilità
Sono parimenti irrevocabili sia il consenso alla separazione espresso e verbalizzato in sede di comparizione dei coniugi dinanzi al presidente del Tribunale, sia quello manifestato in altra sede,
Sicché, il coniuge che abbia sottoscritto una convenzione di separazione consensuale non può revocare il consenso già prestato, salvo che la convenzione medesima risulti viziata da errore, dolo o violenza.
50-C
G.d.P. Bari –
sent. 16/1/1998 n. 98 - giud. Palumbieri – Coletti c/ C. di bonif. Terre
di Apulia
Consorzi di bonifica fondiaria – contributi – natura tributaria
– giurisdizione ordinaria – competenza del Tribunale
I Contributi richiesti dagli enti consortili di bonifica fondiaria ai propri consorziati hanno natura tributaria.
Le controversie relative a tali contributi rientrano nell’ambito della giurisdizione ordinaria, dato il carattere tassativo delle materie attribuite al giudice tributario, e sono di esclusiva competenza del Tribunale, ai sensi dell’art.9 comma 2 c.p.c. Va pertanto esclusa la competenza per valore del Giudice di Pace.
51-C
G.d.P. Bari –
sent. 7/3/1998 n. 506 – giud. Tridente – Cristofaro c/ C. di bonif.
Terre di Apulia
Consorzi di bonifica fondiaria – contributi –– eccepita
carenza qualità di proprietario – competenza per valore del giudice
di pace - sussiste
Ove il diritto del
consorzio di bonifica ad esigere un contributo in relazione ad fondo rientrante
nel suo comprensorio venga contestato da chi nega di esserne il proprietario,
l’oggetto del contrasto non rientra nella competenza per materia del
Tribunale, ma segue gli ordinari criteri di riparto in ragione del valore
52-C
Pret. Bari –
sent. 10/271998 n. 132- giud. Carabba – Savino c/ Pinto
Contratti – Compravenduta di massa di cose future - massa venuta
ad esistenza minore di quella sperata – nullità - esclusione
La vendita di massa di cose future (uva non ancora separata e non matura per il taglio) è contratto a carattere aleatorio. E’, pertanto, nullo se la massa non viene affatto ad esistenza, ma conserva la propria validità laddove venga ad esistenza una massa di quantità minore rispetto a quella sperata.
53-C
Trib. Bari, sez. 1
Civ. - ord. 3/6/1998 – Giud. Noviello – A.G c/ A.V.
Rapporti patrimoniali fra i coniugi – scioglimento della Comunione
legale – beni oggetto di comunione de residuo – denaro e titoli
di credito - prova contraria - esclusione
Il denaro rinvenuto al momento dello scioglimento della comunione legale, in qualsiasi forma tramutato o investito, costituisce oggetto della medesima in via assoluta, senza possibilità di prova contraria (nel caso di specie, trattavasi di titoli di credito al portatore)
54-C
Pret. Bari- sent.
24/7/1994 n. 477 – Giud. Gagliardi – D’Ursi c/ Balletta+2
Provvedimenti Cautelari – inefficacia per tardiva instaurazione
del giudizio di merito – istanza proposta in sede di merito –
inammissibilità
Provvedimenti Cautelari- assegnazione per l’inizio del giudizio di merito
di termine superiore a trenta giorni – inefficacia del provvedimento
cautelare dopo il trentesimo giorno – esclusione
Ove il giudice della cautela, nell’accogliere il ricorso, assegni per la proposizione del giudizio di merito un termine superiore a trenta giorni, tale vizio può costituire motivo di reclamo ma non comporta l’inefficacia del provvedimento cautelare al decorso del trentesimo giorno.
La domanda diretta ad ottenere la dichiarazione di inefficacia del provvedimento cautelare per tardiva proposizione del giudizio di merito va proposta con ricorso al giudice della cautela ed è inammissibile in sede di merito
55-C
C.A. Bari, Sez. II, Sent. 15.5.98 n. 718, pres. Mitolo, rel. Belsito, Petrone c. Carone
Compravendita
immobiliare – opere prive di concessione edilizia – Nullità
Concessione in sanatoria – efficacia ex nunc
Nella ipotesi di costruzione abusiva il provvedimento amministrativo di sanatoria ha efficacia ex nunc e, pertanto, non può retroagire fino ad elidere il vizio di un atto negoziale, dispositivo dell’immobile, posto in essere in epoca anteriore.
E’ nullo per violazione dell’art. 40 comma 2 Legge 47/1985, l’atto pubblico di compravendita di una porzione di fabbricato legittimamente realizzato, che comporti, per accessione, il trasferimento anche delle residue parti eseguite senza la prescritta concessione edilizia
56-C
Trib. Bari, Sez. III, Sent. 1.9.98 n. 3450, pres. Lofoco, rel. Traversa, Schiraldi c. Nuzzolese
Risarcimento danni – Incidente stradale – danni risarcibili
Nel caso di incidente
stradale, va riconosciuto quale danno risarcibile:
a) il danno biologico, inteso come danno complessivamente considerato per
le conseguenze pregiudizievoli dell’integrità fisica scaturite
dal fatto illecito, quantificabile con riferimento al triplo della pensione
sociale (inteso non già quale parametro di reddito lavorativo, ma come
indice della quantità minima di mezzi patrimoniali occorrenti per conservare
il benessere ficico indispensabile per esprimere liberamente la propria personalità);
b) il danno patrimoniale, inteso come danno emergente, rapportato alle spese ed esborsi effettuati dal danneggiato in conseguenza del sinistro;
c) il danno patrimoniale inteso come lucro cessante, astrattamente individuabile sia nelle perdite di guadagno collegate al periodo d’inabilità temporanea, sia nelle prevedibili contrazioni dei guadagni futuri, ove i postumi invalidanti non siano modesti e comportino una significativa compromissione della capacità lavorativa;
d) il danno morale ex art 2059 c.c., conseguente al concreto accertamento della colpa ed alla conseguente qualificazione dell’illecito civile in fatto di reato; danno determinabile in via equitativa, sulla base delle sofferenze patite, delle lesioni subite e del periodo di guarigione necessario.
57-C
Tríb. Bari, Il Sez. Civ., sent. 03-9-1998 n. 3498, Giud. Cirillo - Conca e/ Ministero Finanze
Imposte e Tasse - Tasse erroneamente pagate - Competenza territoriale ex art. 25 c.p.c. –Tassa di concessione governativa per la iscrizione delle società nel Registro delle Imprese – Illegittimità per contrasto con la normativa comunitaria – Ripetizione - Decadenza triennale dal giorno del pagamento
La competenza territoriale sulla domanda diretta ad ottenere il rimborso della tassa di concessione governativa per l'iscrizione annuale delle società nel registro delle imprese va fissata secondo i criteri stabiliti in via generale dall'art. 25 c.p.c. e, cioè, tenendo conto del luogo "in cui è sorta o va eseguita l'obbligazione", individuato facendo riferimento alla località in cui ha sede il domicilio fiscale dell'impresa.
La predetta tassa è illegittima in quanto contrastante con gli artt. 10 e 12 della direttiva CEE n. 335 del 17.07.1969. Conseguentemente la società, che abbia corrisposto la tassa, ha diritto al rimborso delle somme versate, con gli interessi di legge dalla domanda al soddisfo.
Il diritto al rimborso è soggetto alla decadenza triennale decorrente dal giorno del pagamento prevista dall'art. 13 comma 2 Del D.p.r. 26.10.1972 n. 641 per la “restituzione di tasse erroneamente pagate". E ciò non contrasta con i principi dell'ordinamento comunitario, poiché la decadenza triennale si applica indistintamente alle azioni di ripetizione fondate su motivi di diritto nazionale o di diritto comunitario.
58-C
Trib. Bari, IV Sez. Civ., Sent. 22-06-1996 n. 2702, pres. Nanna - rel. Magalettì
- Cur. Fall. Doronzo c. SO.VE.B. srl
Fallimento – revocatoria – prova dello stato di insolvenza – esistenza di procedure esecutive- insufficienza
In mancanza di altri elementi indiziari, ai fini della revocatoria fallimentare, non costituisce sufficiente elemento di prova della conoscenza dello stato di insolvenza, l'esistenza a carico del fallito di procedure esecutive. Non può, infatti, ritenersi che la diligenza che l'imprenditore deve impiegare nell'accertarsi delle condizioni economiche delle persone con le quali intrattiene rapporti commerciali possa spingersi fino al punto di accertarsi dell'inesistenza a loro carico di procedure esecutive.
59-C
Pret. Bari, Sent. 15-05-1997 n. 532, v.pret. Del Curatolo - Cardetta c. Sulpasso + 1
Obbligazioni
e contratti - diritto di credito – prescrizione presuntiva – rinuncia
tacita – ammissibilità
Espromissione – natura giuridica - Espromissione liberatoria –
requisiti
Non è applicabile la prescrizione presuntiva di cui all’art.2955 n. 5 c.c., nel caso in cui risulti che il debitore, successivamente allo scadere del termine annuale, abbia riconosciuto la permanenza del debito, implicitamente manifestando la volontà di rinunzia alla intervenuta prescrizione presuntiva.
L'espromissione non si inquadra tra le promesse unilaterali, ma è un contratto tra creditore e terzo, soggetto a tutte le regole che attengono alla conclusione del contratto, ivi compresa la accettazione conforme alla proposta.
In mancanza di espressa dichiarazione del creditore, non sussiste espromissione liberatoria in favore del debitore principale. L’art.1272 comma 1 c.c. dispone, infatti, che il terzo che, senza delegazione del debitore, ne assume verso il creditore il debito, è obbligato in solido con il debitore originario se il creditore non dichiara espressamente di liberare quest'ultimo.
60-C
Pret. Bari, sent. 05-03-1998 n. 786, Giud. Di Lalla - Albergo c. Albanese
Esecuzione forzata – Precetto di pagamento – assegno postdatato e non in regola con il bollo – mancanza della qualità di titolo esecutivo – invalidità del precetto
Ai sensi dell'art.118 R.D. 21.12.1933 n. 1736 (disposizioni sull’assegno bancario, ecc.) va dichiarato inefficace, per difetto di titolo esecutivo, il precetto di pagamento fondato su assegno postdatato e non in regola con il bollo
61-C
C.A. Bari, Sez. II Civ., Sent. 8.2.1995 n. 112, pres. Passarelli, rel. Belsito, Schino c. S.r.l. Caffè Brazil
Obbligazioni e Contratti – clausola vessatoria – Obbligo di denunzia dei vizi – previsione di forme e tempi più restrittivi – liceità
Non può ritenersi vessatoria la clausola contrattuale che preveda, per la denuncia dei vizi delle merci acquistate, una forma determinata (nella specie, lettera raccomandata A.R.) e un termine più breve (nella specie, tre giorni dalla consegna, anziché otto giorni dalla scoperta).
Infatti, l’adozione di una determinata forma rientra nell’esercizio di una facoltà generale riconosciuta alle parti, la cui espressione è, a livello normativo, riscontrabile nell’art. 1352 c.c.; mentre la diversità del termine e della sua decorrenza è espressione di potere regolamentare, espressamente riconosciuto ai privati dall’art. 1495 comma I u.p.cod.civ.
62-C
Giudice di Pace di Bari - Avv. Civita - sent. 24.7.98 n. 1837 - D.V. c. R.+ 1
Circolazione
stradale - Area cimiteriale – è luogo privato
Circolazione stradale – Responsabilità - Obbligo di precedenza
- manovra di immissione già ultimata – ininfluenza
Il conducente che esca da un luogo privato per immettersi sulla pubblica via, ha l'obbligo di concedere la precedenza a tutti i veicoli che, in quel momento vi circolano.
Nel caso di immissione di veicoli da un’area privata su una pubblica via, costituita da lungo rettilineo con ampia visibilità, la responsabilità per omessa precedenza non è esclusa dal fatto che, al momento dell'impatto, il veicolo avesse già ultimato la manovra di imnissione e percorso alcuni metri, atteso che lo stato dei luoghi ben consentiva la percezione del veicolo sopravveniente.
63-C
Trib. Bari, Sez. IV civ., Sent. 17.5.1997 n. 2380, pres. Nanna, est. Castellaneta, Fall. Uniblok c. Annox + 1
Revocatoria
fallimentare – natura giuridica
Prescrizione – atto interruttivo – costituzione in mora –
non è tale
Nel giudizio avente ad oggetto la revocatoria fallimentare la sentenza di accoglimento ha natura costitutiva, in quanto modifica ex post una situazione giuridica preesistente, sia privando di effetti nei confronti della massa fallimentare atti che avevano già conseguito piena efficacia, sia determinando la conseguenziale restituzione dei beni o delle somme oggetto di revoca alla generale funzione di garanzia patrimoniale e alla soddisfazione dei creditori di una delle parti dell’atto.
Consegue che la situazione giuridica vantata dalla massa ed esercitata dal curatore non integra un diritto di credito esistente prima del fallimento, ma rappresenta un vero e proprio diritto potestativo all’esercizio dell’azione revocatoria, rispetto al quale non è configurabile l’interruzione della prescrizione a mezzo di semplice atto di costituzione in mora.
In applicazione di tali principi il termine di prescrizione quinquennale può essere interrotto unicamente dalla notifica della citazione.
(cfr. Cass. S.U., 13.6.1996 n. 5443, citata in motivazione)
64-C
Pret. Bari , sent. 28.9.1998 n. 1005, Giud. Di Lalla , Menolascina F. c/ S.M.E. S.p.A. + Com. di Triggiano
Responsabilità
civile - insidia stradale – nozione - fattispecie
Responsabilità civile - Lesioni personali – danni risarcibili
La c.d. insidia stradale, rappresenta una situazione di pericolo occulto, caratterizzata congiuntamente dall’elemento obiettivo della non visibilità e da quello soggettivo della imprevedibilità.
Costituisce insidia la presenza sulla sede stradale di fori di piccolo diametro (destinati all’installazione di pali elettrici), in zona scarsamente illuminata, privi di copertura, non transennati né idoneamente segnalati.
Ove risulti provato l’evento lesivo, l’assenza di specifica prova del danno patrimoniale comporta il riconoscimento del solo danno biologico, inteso quale lesione della integrità psicofisica in sé considerata.
Va anche riconosciuto il danno morale, quando l’evento si verifichi in dipendenza di un comportamento idoneo ad integrare il reato di lesioni colpose.
65-C
Pret. Bari sent. 28.9.1998 n. 1007, pret. Di Lalla –Partipilo+Lacedra c. Menolascina
Proprietà e Possesso- Azione di manutenzione – sopraelevazione del piano del cortile a distanza illegale – lesione del possesso – sussistenza –
La sopraelevazione del piano di un cortile a distanza inferiore a quella minima di mt. 1,50 prescritta dall’art. 905 c.c. determina lesione del possesso dell’altrui fondo confinante, integrando vera e propria molestia o turbativa.
Da un lato, infatti, la costruzione, in quanto a distanza illegale, è suscettibile di dar luogo a costituzione di servitù di veduta e, dall’altro, limita gravemente le originarie facoltà di godimento dell’immobile confinante, sia il ridotto afflusso di aria e luce, sia soprattutto per la compromissione delle esigenze di tranquillità e riservatezza.
66-C
Pret. Bari, sent. 30.9.1998 n. 1015 – pret. Agostinacchio –Milano Ass.ni s.p.a c. Coop. Edilizia Il Borgo s.r.l. + 1.
Obbligazioni e Contratti – contratto di assicurazione - accordo modificativo successivo – prova scritta – necessità
Obbligazioni e Contratti – accordi fra privato e assicuratore - prova testimoniale – inammissibilità
Gli accordi diretti a disciplinare le modalità di recesso dell’assicurato, in modo diverso da quelle risultanti dall’originario contratto, devono essere provati per iscritto.
Nel caso di disdetta del contratto di assicurazione e stipulazione di nuovo rapporto con altra società, l’eventuale accordo fra società di assicurazione subentrante e assicurato, diretto a garantire quest’ultimo dalle conseguenze dannose derivanti dalla esercitata disdetta, non può essere provato con testimoni.
Tale prova è, infatti, inammissibile ex art. 2721 c.c., poiché l’attività imprenditoriale esercitata dalle parti, la natura del contratto e l’utilizzazione della forma scritta per la regolamentazione negoziale non consentono l’uso della prova per testi oltre il limite consentito.
67-C
Pret. Bari sent. 3.12.1998 n. 1297 pret. Agostinacchio, I.A.C.P. c. De Luca
Esecuzione
forzata - Opposizione ex art. 615 cpc – ammissibilità –giudicato
sostanziale - limiti – fattispecie
Esecuzione forzata – arredi di Ente pubblico – impignorabilità
– condizioni – limiti
La tutela prevista dall’art. 615 cpc costituisce il rimedio cognitivo,
esterno all’esecuzione forzata, attraverso il quale il debitore può
contrastare, pur dopo l’inizio dell’esecuzione, il diritto del
creditore istante di procedere in executivis, con la conseguenza che oggetto
di tale processo è l’accertamento negativo del diritto processuale
di agire coattivamente per il recupero del credito.
Tuttavia, qualora l’azione esecutiva sia fondata su titolo di formazione giudiziale, deve tenersi conto del principio del giudicato sostanziale, il quale esclude che a fondamento dell’opposizione possano essere posti fatti dedotti o deducibili nel processo che ha dato luogo al giudicato, consentendo unicamente fatti modificativi o estintivi sopravvenuti.
Nel caso in cui sia stato emesso decreto ingiuntivo di pagamento a titolo di equo indennizzo e tale decreto, non opposto, sia divenuto esecutivo, il giudicato sostanziale così formatosi rende inammissibile la opposizione all’esecuzione fondata sull’inesistenza del diritto di credito giudizialmente accertato e divenuto, per ciò stesso, certo, liquido ed esigibile.
Gli elementi di arredo di una sala riunioni di un Ente pubblico (tavolo, libreria, poltroncine, divano, ecc.) sono impignorabili solo se, ex actis, risultino concretamente indispensabili per lo svolgimento dei fini istituzionali
68-C
Trib. Bari, Sez. I civ., Ord. 16.12.1997 (art. 700 c.p.c.), G.D. Noviello, Corcelli c. Telecom
Diritto d’Autore – opera fotografica – diversità di tutela – norme applicabili – artt. 2 n. 7 ovvero 87 e seguenti Legge 633/41 - presupposti
Diritto d’Autore – opera fotografica – valore artistico e creativo – requisiti
Viola il diritto di autore chi diffonde e mette in commercio un’opera di ingegno dopo averne acquisito il diritto non già dal suo autore, bensì da un terzo che la utilizzava senza titolo.
L’opera fotografica, qualora presenti valore artistico e connotati di creatività gode della piena tutela accordata dalla legge 633/41 (art. 2 n. 7), mentre beneficia della più limitata tutela di cui agli artt. 87 e seguenti, quando configura un mero atto riproduttivo, privo dei suddetti requisiti.
La natura artistica e creativa di una riproduzione fotografica può essere pienamente dimostrata, senza alcuna necessità di giudizi oggettivi di valore, dalle modalità del suo impiego e dalla considerazione soggettiva manifestata dal suo utilizzatore
(Nella specie, la Telecom Spa aveva riprodotto la immagine fotografica su numerosi esemplari di schede telefoniche, dopo averla acquisita da chi non ne era l’autore)
69-C
Trib. Bari, Sez. I civ., Ord. 20.2.1998, pres. Ragni, rel. Cirillo, Corcelli c. Telecom
Diritto d’Autore – opera fotografica – valore artistico e creativo – requisiti
La natura artistica, oppure meramente riproduttiva, di una immagine fotografica deve essere sempre valutata secondo canoni estetici oggettivi.
Ai fini di tale valutazione, non risultano pertanto rilevanti le capacità artistiche generalmente riconosciute all’autore, le modalità di impiego dell’opera e l’apprezzamento soggettivo manifestato dal suo utilizzatore
(nella specie, si è disconosciuto il carattere artistico ad una fotografia realizzata da un apprezzato fotografo, e riprodotta dalla Telecom su numerosi esemplari di schede telefoniche)
70-C
Pret. Bari, Sent. 8.1.1999, n. 8 pret. Romita, Telecom c. Prefetto di Bari
Codice della strada –attraversamento aereo di una pubblica via - cavidotto telefonico – norma applicabile – condizioni e limiti
Il DPR 29 marzo 1973 n. 156 (TU in materia postale di bancoposta e di telecomunicazione) costituisce una normativa speciale rispetto a quella contenuta nel codice della strada, con una regolamentazione specifica, nel libro quarto, titolo I, capo VI, per le ipotesi particolari in cui, in materia di servizi di telecomunicazioni, determinate attività vengono compiute dallo Stato o dai concessionari per i servizi concessi ad uso pubblico che hanno carattere di pubblica utilità.
Pertanto, l’attraversamento aereo di una pubblica via con cavidotto telefonico da parte di società concessionaria per esigenze di sviluppo della rete telefonica non costituisce violazione dell’art. 25 commi 1 e 5 del Codice della Strada, ma è riconducibile alla diversa ipotesi disciplinata dall’art. 232 TU codice postale.
71-C
C.A. Bari, Sez. I civ., Sent. 2.12.1998, pres. Papia, est. Attimonelli, Pinto c. Messeni Nemagna
Marchi e brevetti – diritti dell’affittuario – estensione e limiti
L’affittuario di una azienda teatrale è, per la durata del contratto, titolare del diritto esclusivo di sfruttamento della ditta; tuttavia, non può, senza il consenso dei proprietari, registrare a suo nome il nome del teatro e l’immagine architettonica che ne identifica il frontone.
L’art. 14 Legge marchi è norma di carattere generale che ha per oggetto anche la tutela dei diritti della personalità e, in particolare, quelli all’immagine e all’identità personale; tutela di natura reale che va distinta da quella personale di cui all’art. 2598 c.c., che, in quanto diretta ad assicurare la libera concorrenza, presuppone la esistenza di almeno due imprese concorrenti.
Sicché, i proprietari dell’azienda concessa in affitto, ancorché privi della qualifica di imprenditori, ben possono agire contro l’affittuario per la tutela del diritto di esclusiva all’uso del marchio.
72-C
C.A. Bari, Sez. I civ., Sent. 3.11.1998, pres. Papia, est. Attimonelli, CO.PRO.MAR. Srl c. Ministero dell’Interno
Risarcimento danni – richiesta di danni conseguenti a mancato intervento della P.A. – ammissibilità – condizioni - limiti
Ove dall’inerzia di una pubblica amministrazione sia derivato danno a terzi, non è in linea di principio precluso al giudice ordinario verificare se in tale comportamento sussistano gli estremi della colpa extracontrattuale.
Tale verifica è tuttavia preclusa ove essa richieda un sindacato, in senso lato politico, sui mezzi e criteri da seguire per il soddisfacimento dell’interesse pubblico.
(nella specie, si è ritenuta insindacabile la scelta dei competenti organi di polizia di non disperdere prontamente una folla di immigrati che, giunti clandestinamente, avevano preso d’assalto e gravemente danneggiato una imbarcazione privata)
73-C
Tribunale di Bari - M sez. civ. - G.I. Cafaro - sent. n. 2345198
Obbligazioni e contratti - Simulazione Assoluta – accertamento – conseguenze
All’accoglimento della domanda di simulazione assoluta del contratto di compravendita proposta dalla parte venditrice consegue la inefficacia del trasferimento immobiliare realizzato fra le parti medesime; ma non anche, in assenza di specifica prova, il riconoscimento della qualità di proprietario in capo all’attore.
74-C
Trib. Bari - Sez. IV Fallim., Decr. 1.12.1997 ex art. 26, comma 2, L.F.
Fallimento - reclamo ex art. 26 L.F. - beni in comunione legale con i coniugi delle socie dichiarate fallite - Decreto di acquisizione - Interesse ad agire – è dei soli coniugi
Nel caso in cui sia stata disposta l’acquisizione all’attivo fallimentare di una s.n.c. di alcune autovetture acquistate dalle socie in regime di comunione legale, titolari dell'interesse a reclamare affinché venga dichiarata la illegittimità del decreto di acquisizione e la revoca del medesimo sono solo i coniugi delle fallite stante il disposto dell'art. 26, comma 1, ultima parte L.F..
Va, pertanto, dichiarata inammissibile il reclamo proposto dalla società e dai suoi soci falliti
75-C
Trib. Bari – Sez. I civ. – Ord. 3.7.1998, G.I. Cirillo - CSA c. Min. Finanze
Imposte e Tasse - Tassa di concessione governativa per iscrizione registro delle imprese - contrasto con gli artt. 10 e 12 la direttiva CEE n. 335169 – sussistenza
Sentenza della
Corte di Giustizia CEE - carattere vincolante per il giudice italiano -
Interessi di mora - art.1284 cc - Inapplicabilità - L. 26.1.1961, n.
29 - Applicabilità
La tassa di concessione governativa per la iscrizione delle società nel registro delle imprese per ogni anno solare successivo alla prima iscrizione, di cui all'art. 3 del D.L. 853/84 (conv. in L. 17/85), è illegittima per contrasto con gli artt. 10 e 12 della Direttiva del Consiglio CEE del 17.7.69 n. 335, concernente le imposte indirette sulla raccolta di capitali, nella interpretazione datane dalla Corte di Giustizia CEE con sent. del 20.4.1993, vincolante per il giudice nazionale italiano.
Conseguentemente la società, che abbia corrisposto la tassa, ha diritto al rimborso delle somme versate e agli interessi di legge dalla domanda al saldo.
La misura degli interessi non è quella prevista dall'art. 1284 c.c., bensì quella prevista dalla L. 26.1.1961 n. 29 e successive modificazioni ed integrazioni.
Infatti, ai sensi dell'art. 5 legge 29/1961, sulle some pagate per tasse e imposte dirette sugli affari e ritenute non dovute in seguito a provvedimento amministrativo o giudiziario spettano al contribuente interessi di mora decorrenti dalla domanda di rimborso nella misura prevista dall’art.1 (3 per cento per ogni semestre compiuto)
90-C
PRET. BITONTO - Giud. CASCIARO, DECR. 22.05.1999, S.A.S. STARPLAST DI STANCARONE P. & C.
Esecuzione forzata - sospensione - giudice competente
Quando il debitore esecutato non contesti il diritto del creditore a procedere ad esecuzione forzata (nella specie, esecuzione per consegna di macchinario industriale), ma ne chieda la sospensione al fine di consentire l'espletamento di una consulenza tecnica, necessaria a dimostrare la fondatezza dell'eccezione d'inadempimento sollevata nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, pendente innanzi ad altro ufficio giudiziario (nella specie, il Tribunale di Busto Arsizio), sussiste l'incompetenza del G.E. in ordine alla chiesta sospensione, che può essere concessa, ai sensi dell'art. 649 c.p.c., soltanto dal G.I. del giudizio di opposizione, oppure, nelle more della sua designazione, dal Presidente del Tribunale
91-C
TRIB. BARI - SEZ. II CIV., GIUDICE UNICO LABELLARTE, SENT. 24.02.1999 N. 696, Soc. Coop. Settima Nicola Angelini a r.l. c/ I.B. SAN Paolo di Torino spa.
Precetto -
notifica al legale rappresentante - ritualità - condizioni
Esecuzione forzata - giudice dell'opposizione - competenza - estensione e
limiti
E' rituale la notifica dell'atto di precetto, eseguita presso il domicilio del legale rappresentante di una società cooperativa, quando sia risultata impossibile la notifica presso la sede sociale, ravvisandosi tale impossibilità anche in presenza di condizioni ostative transeunti ed accidentali, come nel caso di mancato reperimento di addetti presso la sede, ovvero di chiusura della stessa.
Il giudice dell'opposizione all'esecuzione non può conoscere, neppure incidenter tantum, della nullità della notifica del decreto ingiuntivo e della sua conseguente inefficacia quale titolo esecutivo, giacché, in ordine a tali questioni, sussiste la competenza funzionale dell'ufficio giudiziario cui appartiene il giudice che ha emesso il decreto ingiuntivo (nella specie, il decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo era stato emesso dal Presidente del Tribunale di Torino e il debitore ingiunto, oltre a proporre opposizione tardiva, ex art.650 c.p.c., davanti al Tribunale piemontese, aveva proposto opposizione all'esecuzione davanti al Tribunale di Bari).
92-C
Corte di Appello di Bari - sezione I civ. - Pres. e rel. Caferra - sent. n. 1045 del 15/10 - 14/11 1996, Antonicelli c. Scarpetta
Matrimonio concordatario - negazione del carattere indissolubile - nullità - sentenza ecclesiastica - efficacia in Italia
Non contrasta con l'ordine pubblico interno, e va pertanto dichiarata efficace nel territorio dello Stato, la sentenza ecclesiastica dichiarativa della nullità di un matrimonio concordatario per difetto di consenso, ravvisabile nella esclusione, da parte di uno solo dei nubendi ma comunicata all'altro, del carattere indissolubile del matrimonio.
(N.d.r.: sentenza annullata dalla Corte di Cassazione, che ha rimesso le parti innanzi ad altra sezione della Corte di Appello di Bari affinché venga accertato, con autonomo giudizio rispetto a quello già formulato dai tribunali ecclesiastici, se siffatta esclusione dell'indissolubilità del vincolo fosse stata effettivamente resa nota all'altro coniuge)
93-C
Pretura di Bari, pret. Ruffino, sent. 24/7/98 n. 896 - Ladisa + 1 c. Istituto Bancario S. Paolo di Torino
Mutuo agevolato- estinzione anticipata - richieste infondate della Banca mutuante
In assenza di espressa pattuizione contrattuale, non ha alcun fondamento la pretesa dell'istituto bancario mutuatario di ottenere, dai beneficiari di agevolazioni pubbliche ex lege n. 457/78 (legge fondamentale sull'edilizia agevolata) che intendano estinguere anticipatamente il mutuo, anche la quota di interessi (c.d. contributo) di cui lo Stato, e per esso la Regione, risulti debitore nei confronti dell'istituto mutuante.
Sicché, ove i mutuatari abbiano provveduto anche a tale pagamento, hanno diritto ad ottenerne la ripetizione quale indebito oggettivo.
(Nel caso di specie, si è escluso che una pattuzione in senso contrario potesse ravvisarsi nel punto 7 del capitolato predisposto dall'Istituto Bancario S. Paolo di Torino, ove è detto che la facoltà di restituzione anticipata è condizionata all'obbligo "di saldare gli arretrati che fossero dovuti .. ed ogni altra somma di cui l'Istituto fosse in credito anche per rate di contributo da versare eventualmente allo Stato")
94-C
Giudice di Pace di Bari, Sent. 25.5.1999 n. 1506, G.d.P. avv. Nicoletti, De Candia + 1 c. I.B. San Paolo di Torino
Responsabilità - per furto di oggetti custoditi all'ngresso della Banca - sussistenza
La Banca, in quanto custode, deve ritenersi responsabile della sottrazione di oggetti depositati nelle apposite cassette metalliche antistanti l’ingresso ai locali, anche in assenza di specifica prova in ordine alla corretta chiusura del contenitore (sentenza pronunciata secondo equità)
95-C
Tribunale di Bari, Sez. I, Sent. 26.5.1999 n. 638, pres. Ragni, est. Cirillo, Martinelli c. Leo
Separazione consensuale - revoca del consenso - irrilevanza
Proposto ricorso per separazione consensuale, deve ritenersi irrilevante ai fini della omologazione la dichiarazione del coniuge di non accettare più le condizioni approvate e sottoscritte, in mancanza di prova che la firma sia falsa o, comunque, estorta con violenza.
96-C
C.A. di Bari, Sez. Minori e Famiglia, Sent. 29.10.99, pres. Dini Ciacci, est. Carone, Martinelli c. Leo
Separazione consensuale - revoca del consenso - rilevanza - condizioni e limiti
La revoca del consenso alle condizioni di separazione approvate e sottoscritte con il ricorso congiunto, assume giuridica rilevanza nei casi in cui sia dedotto un vizio previsto dalla legge come causa di nullità o annullabilità del contratto.
Il senso di colpa o l’assenza di ponderazione non dovuta a difetto di capacità o vizio del volere, appartenendo alla sfera interna del soggetto agente, devono ritenersi irrilevanti ai fini dell’omologazione.
97-C
Tribunale di Trani, Sez. civ., Sent. 8.6.99, pres. Modesti, est. Gentile, So.Mer.Co. sas + 1 c. Fallimento So.Mer.Co. sas + altri
Fallimento - giudizio di opposizione alla dichiarazione - legittimati passivi - limitazione
Fallimento - diritto di difesa - obbligo di contestazione specifica delle circostanze rilevanti - non sussiste
Nel giudizio di opposizione alla dichiarazione di fallimento determinata dalla segnalazione dello stato di insolvenza trasmessa dal giudice istruttore della causa di opposizione a decreto ingiuntivo, è carente di legittimazione passiva, ma può partecipare volontariamente al giudizio, il creditore che, sebbene abbia richiesto il decreto ingiuntivo opposto, non abbia, tuttavia, presentato istanza di fallimento.
Dalla elastica configurazione della difesa nella fase prefallimentare, così come enucleata dalla giurisprudenza di legittimità, esula del tutto l’obbligo di contestazione specifica delle circostanze potenzialmente rilevanti ai fini della dichiarazione di fallimento. Diversamente opinando si finirebbe con l’andare ben oltre la tutela apprestata dalla Consulta e, soprattutto, con l’appesantire ingiustificatamente l’istruttoria prefallimentare di inconciliabili forme di derivazione penalistica (art. 65 c.p.p.).
(nota redazionale: con il novellato art. 111 Cost. è ancora valido quest’ultimo principio?)
98-C
Pretura Bari, Ord. 21.9.1999, pretore Ruffino, Ibrahimi + 2 c. Prefetto di Bari
Immigrazione - decreto di espulsione - questioni di legittimità costituzionali
Non è manifestamente infondata, in relazione agli artt. 3, 10 e 24 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 11 comma 9 Legge 6.3.1998 n. 40 e dell’art. 13 comma 9 D.Lgs. 25.7.1998 n. 286, come sostituito dall’art. 3 D.Lgs. 13.4.1999 n. 113, nella parte in cui prevedono che il Pretore (ora il Tribunale in composizione monocratica) decide sul ricorso dello straniero contro il decreto di espulsione del prefetto con unico provvedimento, di accoglimento o di rigetto, adottato, in ogni caso, entro dieci giorni dalla data di deposito del ricorso, nonché nella parte in cui non prevedono il potere cautelare del giudice adito di sospendere per gravi motivi l’esecuzione del provvedimento impugnato.
99-C
Tribunale di Bari, Sent. 16.4.1999, GOA Quaranta, Stradiota c. Condominio Corso Italia 43
Proprietà - demolizione di bene comune - deliberazione a maggioranza - nullità assoluta
Costituisce principio incontrastato del nostro ordinamento, ereditato dal diritto romano, che il comproprietario e/o i comproprietari di maggioranza non possono disporre la demolizione del bene comune, sia pure col fine di ricostruirlo.
Da tale principio, espresso nell’art. 1102 c.c. e ribadito negli artt. 1120 e 1135 stesso codice, discende che la delibera condominiale adottata dalla maggioranza dei condomini avente ad oggetto la demolizione della cosa comune, al fine di ricostruirla, è radicalmente nulla, in quanto lesiva dei diritti del condomino dissenziente.
Né valgono a legittimare il deliberato assembleare eventuali esigenze igienico sanitarie, le quali, se effettivamente sussistenti, sono agevolmente tutelabili con i rimedi cautelari d’urgenza predisposti dal nostro ordinamento processuale.
100-C
Tribunale di Bari, Sent. 7.5.1999, GOA Quaranta, Calderoni c. Intercoop srl
Trasporto - concorrenza sleale - conseguenze
Ove una Cooperativa di trasporto si ponga sul mercato compiendo atti di concorrenza sleale, quali ad esempio la offerta di prezzi inferiori ai minimi fissati dalla legge, il socio trasportatore, che partecipi a tale illecita attività eseguendo i relativi trasporti, non può agire nei confronti del Consorzio per ottenere la integrazione del prezzo al minimo tariffario.
Integrazione che, peraltro, nemmeno il Consorzio potrebbe ottenere dal committente, dovendosi nella specie applicare l’art. 1418 c.c., che colpisce di nullità i contratti in frode alla legge