LEZIONI:Le Tecniche della persuasione

SCUOLA FORENSE 2/1998

LEZIONI IN PILLOLE

Cenni sintetici di lezioni o conferenze. Utile informazione per gli assenti, un aiuto a ricordare per i presenti, stimolo per i curiosi e per chi ha voglia di sapere.

La dott.ssa Rosella Mancuso ci offre una breve sintesi della Lezione svolta dalla prof.ssa Anna De Vanna al corso di formazione della Scuola Forense


Le Tecniche della persuasione

(Appunti a cura Rosella Mancuso)

Un buon avvocato, non solo deve conoscere bene le leggi, ma deve anche avere delle capacità dialettiche che portino il giudice verso la decisione e verso la verità. Quando si parla di persuasione, però, si dà al termine una valenza negativa per cui c’è un atteggiamento di rifiuto iniziale, invece siamo in presenza di un processo comunicativo al pari degli altri e il percorso persuasivo può essere portato avanti solo se lo si colloca all’interno di un procedimento dialettico. Siamo quindi all’interno della comunicazione umana che può avvenire tra una persona e l’altra, tra una persona e più persone e tra più persone insieme. Possiamo definire la persuasione come l’indurre a fare qualcosa, il consigliare di fare qualcosa, il parlare a favore di una tesi o punto di vista: si ha un obiettivo da raggiungere e per poterlo fare è necessario che vi siano effetti pragmatici sul comportamento ossia un cambiamento. Simile alla persuasione è il convincere che consiste nell’indurre qualcuno ad ammettere o a riconoscere qualcosa con la differenza che entrambi portano ad un cambiamento ma il convincere utilizza prove e motivazioni mentre il persuadere utilizza il ragionamento portando la persona ad accettare quanto si dice. Perché un testo sia persuasivo deve presentare degli elementi quali: ordine di esposizione dei fatti, premesse, ipotesi, valutazione delle ipotesi e conclusione. Inoltre dobbiamo cercare di capire se l’interlocutore è più o meno vicino al nostro punto di vista o ne è lontano; nel primo caso per persuadere non dobbiamo porre alternative ma presentare le argomentazioni vicine al punto di vista del nostro ascoltatore, nel secondo caso invece per far valere la nostra opinione dovremo diminuire il grado di aggressività in modo che l’ascoltatore possa far proprie le nostre idee e quindi confutarle anziché rifiutarle in blocco. Altri elementi importanti sono: la fonte che deve avere una sua credibilità; la valutazione dell’interlocutore relativamente al contesto in cui si opera; il contenuto, in quanto per essere persuasivi dobbiamo sollecitare in pari grado gli aspetti razionali ed emozionali del nostro uditorio. Al termine della lezione la dott.ssa De Vanna si è soffermata sugli effetti della persuasione, cioè se noi vogliamo ottenere un cambiamento immediato oppure che duri nel tempo, utilizzeremo una tecnica diversa valutando nel corso del processo comunicativo i cambiamenti già avvenuti di accoglimento o di rifiuto della nostra tesi per verificare l’effetto persuasivo e quindi cambiare o lasciare inalterata la tecnica. Possiamo quindi giungere al una conclusione: per persuadere il nostro interlocutore non è necessario riempirgli la testa di idee e confonderlo, ma è bene essere decisi, precisi e convincenti.